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La Baklava: Il fascino dei Paesi Arabi

A chi mi domanda ragione dei miei viaggi,
solitamente rispondo che so bene quel che fuggo,
ma non quello che cerco.

M. de Montaigne

Quando progetto un viaggio una delle prime cose che faccio è consultare la guida turistica.
Vado dritta in fondo alla guida al capitolo “cucina” e cerco di capire quali sono le pietanze tipiche da assaggiare.
Poi torno all’approfondimento della città dove so che pernotterò ed inizio a leggere i ristoranti nei diversi quartieri.
Così inizia la mia lunga lista dei “qui dobbiamo andare a pranzo.. qui per merenda.. qui per una cena..”
Sono il tipo che si annota i giorni in cui si svolge il mercato locale, tanto da riorganizzare il viaggio in base ad esso.
E posso dirvi che non me ne sono mai pentita!
Così ho scoperto che andare negli Emirati Arabi ed in Oman poteva essere l’occasione per gustare la Baklava!

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Abbiamo trascorso giorni circondati dai grattacieli di Dubai ed Abu dhabi;
respirato l’austerità delle loro preghiere e la maestosità delle Moschee negli Emirati;
contemplato la vivacità dei colori del deserto e del Wadi shab in Oman
ed assaggiato i sapori intensi dei loro piatti speziati.
Perché per noi viaggiare significa girare zaino in spalle,
fermarsi nei piccoli ristoranti gestiti dai locali e fermarsi a parlare con loro.

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Ogni singolo viaggio ha lasciato in noi la passione per un ingrediente o una pietanza.
Così una volta tornati, troviamo sempre del tempo per cercare di “fare nostro” ciò che di buono abbiamo apprezzato durante il viaggio.
Volendo provare a prepararci la Baklava in casa e non riuscendo a trovare la pasta Phyllo, abbiamo consultato il libro di Ernst Knam, Che paradiso è senza cioccolato, ed utilizzato la sua Pasta Viennese per la preparazione dello Strudel.
È una pasta molto elastica che se stesa molto sottile assomiglia molto alla pasta fillo.

Ingredienti:
dosi per due persone
per la Pasta Viennese di Ernest Knam
150 g farina manitoba
180 g acqua tiepida
15 g burro
3 g sale fino

100 g burro fuso da spennellare

per il ripieno
100 g mandorle spellate tritate
50 g noci tritate
50 g zucchero semolato
3 g cannella in polvere

per lo Sciroppo
60 g succo d’arancia moro biologica
30 g te aromatizzato al Bergamotto
40 g miele di castagno
20 g miele d’arancia

Procedimento:
Abbiamo cominciato dal preparare l’impasto della pasta a mano: in una ciotola abbiamo amalgamato la farina, l’acqua il burro ed il sale. Abbiamo impastato fino ad ottenere un impasto lucido ed elastico, avvolto in pellicola e riposto in frigorifero per un ora o poco più.
Il ripieno è stato velocemente preparato tritando in un mixer le noci, le mandorle, lo zucchero e la cannella.
Per lo sciroppo, necessario a bagnare la baklava, abbiamo versato il succo, il te ed il miele in un pentolino e portato a bollore.
Per cuocere la baklava si è scelto di utilizzare il nostro nuovo stampo quadrato rivestendolo con un foglio di carta forno. Una volta stesa la pasta e ricavati 12 quadrati, abbiamo ricoperto lo stampo con i primi quattro strati, leggermente spennellati con il burro fuso.
Sopra gli strati abbiamo distribuito il ripieno e ricoperto con altri quattro strati di pasta sempre spennellati, a loro volta ricoperti di altro ripieno e gli ultimi quattro strati di pasta. Per finire abbiamo distribuito in superficie un po’ di ripieno.
Acceso il forno a 120°C, abbiamo fatto cuocere per 20 minuti circa. Al termine dei quali abbiamo inciso lo strato superficiale della baklava e versato sopra lo sciroppo precedentemente preparato.

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con questa ricetta partecipiamo al contest “Di cucina in cucina: Un Souvenir ne piatto”

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10 commenti

  1. Anche a me piace provare i piatti locali quando viaggio e visitare i mercati che sono sempre molto interessanti. Sempre annoto orari e giorni e prento, se posso, dove mangiare, già prima di partire.
    La baklava l’ho assaggiata un po’ in giro (nei mercati), ma secondo me sul posto ha un altro sapore.

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